ATTIVARE LE SOFT SKILLS DURANTE LA MOBILITÀ DEGLI STUDENTI

Benvenuti in SkillsAct4VET

La piattaforma elettronica SkillsAct4VET è progettata per insegnanti e formatori che vogliono aiutare i discenti ad orientarsi in campo professionale ed educativo, supportando gli studenti prima, durante e dopo le loro esperienze di mobilità all’estero.

La formazione segue il modello SkillsAct, basato sulle competenze. Le competenze acquisite dagli studenti all’estero sono da considerare risorse importanti. Gli studenti tornano pieni di nuove idee, conoscenze e preziose opportunità di sviluppo. Queste rappresentano un fattore di crescita per il mercato del lavoro del paese di origine.

I materiali formativi sono organizzati in 3 Moduli: prima, durante e dopo la mobilità e includono contenuti sia teorici che pratici, direttamente applicabili.

Per prima cosa, si possono leggere l’Introduzione e le Linee guida per familiarizzarsi con le idee di base e i principi del modello SkillsAct4VET. Successivamente cliccate su “ENTRA IN PIATTAFORMA ” per iniziare il corso.

Vi auguriamo un emozionante viaggio di apprendimento!

Introduzione e linee guida

SkillsAct4VET: Di cosa si tratta?

“Skills Act 4VET” è un progetto di 24 mesi lanciato da Tribeka con Militos, M. V. Lomonosov, ADI, Bulgarian Industrial Association, Beyond Research and Elidea — Associated Psychologists.

Lo scopo principale di questo progetto è quello di promuovere la valutazione delle competenze trasversali acquisite durante gli stage internazionali.

I vantaggi della mobilità

Le competenze acquisite all’estero dagli studenti sono una risorsa importante. Gli studenti tornano pieni di nuove idee, conoscenze e preziose opportunità di sviluppo. Esse vanno considerate come un motore di crescita per il mercato del lavoro del paese di origine.

La riflessione sugli effetti di uno stage internazionale sulla carriera e sul percorso formativo successivo può essere di per sé considerata un’esperienza educativa.

La capacità di riflessione fa parte delle competenze che i formatori dell’IFP devono sviluppare attraverso il lavoro pedagogico, prima della partenza degli studenti. In effetti, i formatori IFP svolgono un ruolo nella preparazione della mobilità e operano come guide durante e dopo l’esperienza. Dopo la fine dello stage, questo ruolo persiste attraverso i processi di formazione messi in atto quando gli studenti ritornano nei loro paesi di origine, attraverso la comnicazione in rete e le testimonianze.

Le competenze interpersonali sono soggettive, legate alla psicologia degli individui. La capacità di adattamento, l’apertura alla novità, la flessibilità o l’empatia sono esempi di tali competenze. Uno stage è un’esperienza di sviluppo personale che crea competenze individuali difficilmente acquisibili durante gli studi.

Gli studenti che svolgono uno stage all’estero rafforzano competenze sociali, quali l’autonomia, la comunicazione, le capacità di problem solving, l’apertura verso nuove culture e un senso di inclusione sociale. La mobilità internazionale è una realtà sempre più comune che, tuttavia, non tiene sempre conto delle iverse caratteristiche degli individui.

Il ruolo del formatore di mobilità IFP

Cosa significa formarsi durante una mobilità? Significa spostarsi dal luogo di orgine, per un certo periodo, avere un’esperienza lavorativa (istruzione informale) mettendo in pratica ciò che si è imparato a scuola oppure durante un corso (istruzione formale), e tornare nel luogo di origine con alcuni risultati, significa avere un’idea chiara di ciò che si è imparato.

Inoltre, quando parliamo di mobilità, dovremmo distinguere almeno tre fasi fondamentali:

  • Premobilità: preparazione
  • Mobilità: azione
  • Post-mobilità: valutazione e analisi
  1. Ci sono solo due elementi che possiamo trovare in tutti e tre i passaggi: il partecipante e il formatore dell’IFP. Nonostante il fatto che tutto sia nuovo per il partecipante, l’unica persona che rappresenta un legame con il “prima” e il “durante” la mobilità, è colui che accompagna questa esperienza, è il formatore. Questo è l’unico legame tra la “scuola” e l'”esperienza all’estero”
  2. Il formatore è l’unica persona che ha un ruolo visibile (e importante) in tutto il processo, durante:

Premobilità:

  • In generale, è lui/lei che accompagna i partecipanti all’estero ed è coinvolto nella selezione dei partecipanti;
  • Analizza il CV e le attitudini del partecipante;
  • Rileva se e quali competenze trasversali il partecipante possiede;

Mobilità

  • Il formatore può comprendere se il partecipante è conscio di possedere o meno competenze trasversali o professionali;
  • Se del caso: il formatore dovrebbe far sì che ne siano consapevoli e sappiano come usarle e metterle in pratica;
  • Se non ancora presenti: il formatore può aiutare ad attivarle.

Post-mobilità:

  • Il formatore aiuta il partecipante a essere in grado di vedere e riconoscere i miglioramenti;
  • Fa eseguire un’autovalutazione dell’esperienza complessiva, considerando anche l’attivazione delle soft skills.

Per assicurarsi che l’esperienza all’estero, lo stage, abbia un risultato chiaro e positivo, è assolutamente importante che ci sia una conoscenza reale dell’obiettivo del progetto/mobilità: il formatore è l’unica persona che conosce il punto di partenza (la scuola), il partecipante, il progetto e i suoi obiettivi. Se aggiungiamo a tutto questo le conoscenze che il formatore può possedere per riconoscere e migliorare le soft skills nel partecipante, non abbiamo dubbi sul fatto che il risultato sarà estremamente positivo e che il ruolo del formatore sarà assolutamente centrale.

In che modo il modello SkillsAct4VET facilita il raggiungimento degli obiettivi durante la mobilità degli studenti?

La percentuale di giovani che considerano un’esperienza al di fuori del loro paese come un’opportunità per crescere e ampliare i loro orizzonti è in aumento. L’importanza di un’esperienza all’estero è sempre più chiara per le aziende e gli studenti. Essi vedono i programmi di mobilità come una grande opportunità per migliorare la propria carriera e soddisfare specifiche esigenze personali.

L’esperienza di mobilità può soddisfare aspettative diverse. A volte le motivazioni sono molto più profonde di quanto pensiamo: i partecipanti alle mobilità si staccano dalla loro famiglia, dimostrano che possono andare lontano, affrontano situazioni difficili senza aiuto, ecc.

Nell’ambito del progetto, i partner hanno sviluppato un modello per valutare e classificare le soft skills sviluppate attraverso stage internazionali. Il modello è stato utilizzato per creare strumenti di formazione specifici per sostenere e guidare i formatori dell’IFP dopo la loro esperienza. Inoltre, una piattaforma online è stata progettata per autovalutare le competenze trasversali degli studenti. Un test aiuta i partecipanti a verificare il livello di soft skills che hanno sviluppato alla fine dell’esperienza.

Grazie al test di autovalutazione, i giovani misurano le loro competenze trasversali in modo più obiettivo ed efficace.

I formatori dell’IFP beneficeranno degli strumenti e dei prodotti del progetto, migliorando la capacità di guidare i giovani durante le esperienze internazionali. Allo stesso modo, le aziende ospiti acquisiranno maggiori competenze per offrire ai giovani esperienze altamente formative, utili per la loro futura vita professionale.

Come utilizzare il modello SkillsAct4VET

Il progetto SkillsAct4VET ha sviluppato il modello Skills Act, che comprende le competenze trasversali essenziali che gli studenti in mobilità all’estero sviluppano durante la loro esperienza.

Si sono studiati i principali documenti europei sulle competenze trasversali per comprendere meglio i diversi modelli europei per misurare le competenze trasversali e abbinare ad esse le esperienze di tirocinio internazionale.

Tramite questa ricerca sono state identificate le 5 Soft Skills principali sviluppate dagli studenti durante la loro esperienza all’estero. Si possono trovare qui sotto:

Queste 5 Soft Skills sono competenze trasversali che gli studenti possono migliorare durante le loro esperienze. Si presume che essere consapevoli delle competenze trasversali che possiedono offra agli studenti maggiori opportunità di identificare i propri obiettivi professionali/educativi e migliorare le possibilità di raggiungerli.

Poco prima di partire, gli studenti devono riempire l’autovalutazione Skills Act. Lo strumento di autovalutazione online è stato progettato per consentire agli studenti di misurare le proprie competenze trasversali attraverso un questionario. È facile da usare e può essere fatto dagli studenti stessi. Le cinque competenze trasversali sono misurate attraverso domande a scelta multipla. Questo test permette di misurare i punti di forza e di possibile miglioramento rispetto alle soft skills considerate.

Una volta tornato nel paese d’origine, l’insegnante deve preparare un colloquio individuale con ogni studente dopo aver completato l’autovalutazione online. Questa intervista fornirà allo studente uno spazio per riflettere sull’esperienza, evidenziando sia le esperienze negative che quelle positive. A tal fine, sarà necessario che l’insegnante abbia generato un rapporto dopo il completamento dell’autovalutazione dello studente, per avere un punto di partenza per parlare delle competenze trasversali dello studente. Il colloquio dovrebbe vertere sull’esperienza dello studente e i risultati dei test. Bisognerebbe considerare fino a che punto lo studente considera i risultati coerenti con le proprie aspettative, riflettendo se sono diversi da quello che pensava potessero essere.

Il colloquio e la prova sono due strumenti importanti per la preparazione di un colloquio di lavoro, come fase finale del processo.